Certo Bahi,
tutto quello che dici è comprensibile...in effetti credo dal basso della mia esperienza che il primo passo da compiere sia quello di fare del volontariato verso se stessi per poter riuscire a togliere quei veli che abbiamo lasciato cadere sopra le nostre vere essenze...e togliere anni di stoffe sovrapposte e marcite non è cosa semplice ma il viaggio serve anche a questo...cerchiamo di riaprire il contatto con il nostro "mestro interiore" come Tiziano stesso ha saputo fare...a volte purtroppo occorrono degli schock...delle ferite...perchè questo percorso possa cominciare ma questo accade perchè l'Universo ci aiuta come meglio sa fare...dandoci una strigliata e invitandoci a svegliarci...poi potremo continuare con le nostre cicatrici osservando le quali ritroveremo gratitudine per ogni minuto donatoci.
Ti faccio dono di un'altro bel testo e ti saluto con un abbraccio.
Pier
"Il mio invito, la sfida che vi lancio,
è un viaggio in un'intimità più profonda con il mondo
e con la vostra vita..."
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Non mi interessa sapere come vi guadagnate la vita.
Voglio sapere che cosa vi fa spasimare e se osate sognare l'incontro
con l'anelito del vostro cuore.
Non mi interessa sapere quanti anni avete.
Voglio sapere se accettereste il rischio di fare la figura degli
stupidi per amore, per il sogno, per l'avventura di essere vivi.
Non mi interessa sapere quali pianeti sono in quadratura con la vostra luna.
Voglio sapere se siete arrivati al nucleo della vostra sofferenza,
fino a toccarla, se i tradimenti della vita vi hanno fatto sbocciare o
se vi siete inariditi e chiusi in voi stessi per paura di altro
dolore.
Voglio sapere se riuscite a restare in compagnia del dolore, il mio e
il vostro, senza cercare di nasconderlo, di cancellarlo o di farlo
tacere.
Voglio sapere se sapete essere con la gioia, la mia o la vostra, se
siete capaci di danzare con frenesia e farvi colmare dall'estasi, da
cima a fondo, senza esortare all'attenzione, a stare con i piedi per
terra, senza ricordare i limiti dell'essere umani.
Non mi interessa sapere se la storia che mi raccontate è autentica.
Voglio sapere se riuscite a deludere un'altra persona per amore di
autenticità verso voi stessi; se riuscite a sopportare l'accusa di
tradimento senza tradire la vostra anima; se riuscite a essere
infedeli e per questo affidabili.
Voglio sapere se riuscite a vedere la bellezza ogni giorno, anche
quando non è piacevole, e se la sua presenza è fonte di ispirazione
per la vostra vita.
Voglio sapere se potete vivere con il fallimento, il vostro e il mio,
e riuscire tuttavia, fermi sul bordo del lago, a gridare al plenilunio
d'argento il vostro: "Sì".
Non mi interessa sapere dove vivete o quanti soldi avete.
Voglio sapere se, dopo una notte di angoscia e disperazione, esausti e
con le ossa a pezzi, riuscite ad alzarvi la mattina e a fare ciò che è
necessario per nutrire i vostri figli.
Non mi interessa sapere chi siete o come siete giunti sin qui. Voglio
sapere se resterete con me nel centro del fuoco senza tirarvi
indietro.
Non mi interessa sapere dove o che cosa o con chi avete studiato.
Voglio sapere che cosa, dentro di voi, vi sostiene quando tutto il
mondo crolla.
Voglio sapere se riuscite a stare soli con voi stessi e se davvero
amate quel senso di compagnia che riuscite a conservare nei momenti
vuoti.
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(Tratto dal libro "L'invito" di Oriah Mountain Dreamer)
Noi conosciamo la verità non soltanto con la ragione, ma anche con il cuore.
-- Blaise Pascal
Solo il silenzio apre il nostro orecchio
alla voce che risuona nell’intimo di tutte le cose,
animali, piante, monti, nuvole.
La natura è muta per chi parla sempre.
Del resto anche nelle parole dei nostri simili
ci è dato di coglierne il senso profondo
solo se sappiamo tacere.
R. Guardini